L’email marketing è morto? Dati, risultati e perché funziona ancora

Ogni anno qualcuno annuncia la morte dell’email marketing. Ogni anno i nostri clienti continuano a generare lead qualificati, vendite e conversioni con le campagne DEM. Questo articolo risponde alla domanda con dati reali: quelli del settore e quelli delle nostre campagne.
Perché si dice che l’email marketing sia morto.
Il dibattito esiste da almeno un decennio. Prima i social media, poi i chatbot, ora l’AI generativa: ogni nuova tecnologia viene presentata come il canale che rendera’ l’email obsoleta. Il ragionamento e’ comprensibile: le caselle di posta sono affollate, i filtri antispam sono sempre piu’ severi, l’attenzione degli utenti e’ contesa da decine di piattaforme.
La tesi, pero’, non regge quando si guardano i numeri reali. Nel 2025 ci sono 4,5 miliardi di utenti email nel mondo, una cifra destinata a superare i 4,8 miliardi entro il 2027 (OptinMonster, 2025). L’88% degli utenti controlla la propria casella piu’ volte al giorno. Non e’ un canale in declino: e’ uno dei piu’ usati al mondo.
L’email marketing funziona ancora nel 2025?
Si. L’email marketing funziona e per molti settori rimane il canale con il miglior rapporto tra costo e risultato. Secondo Litmus, per ogni euro investito in email marketing il ritorno medio e’ di 36 euro: il ROI piu’ alto tra tutti i canali digitali, superiore a social media advertising, SEO e content marketing.
Tre ragioni concrete per cui continua a funzionare:
- Raggiungimento diretto: il messaggio arriva nella casella del destinatario senza dipendere da un algoritmo che decide visibilita’ e priorita’.
- Misurazione in tempo reale: aperture, click, conversioni e costo per lead sono leggibili mentre la campagna e’ in corso, non a consuntivo.
- Pagamento a performance: il modello DEM prevede un costo legato al risultato, lead o conversione, non all’esposizione. Si pagano i risultati, non le attivita’.
Cosa misurare davvero in una campagna DEM
Il tasso di apertura e’ la metrica piu’ citata ma non la piu’ importante. Quello che conta per un brand e’ il costo per lead e il tasso di conversione: quante delle persone che hanno aperto l’email hanno compiuto l’azione desiderata.
Un’apertura senza click e’ rumore. Un click senza conversione e’ traffico inutile. La catena che vale misurare e’: invio, apertura, click, conversione, costo per conversione.
Email marketing vs social media: la differenza che conta
Su Meta e TikTok la reach organica dipende dall’algoritmo e puo’ cambiare da un giorno all’altro senza preavviso. Con l’email, il pubblico e’ costruito e controllato dal brand: il database e’ un asset, non una concessione della piattaforma.
Il 59% dei consumatori afferma che le email di marketing influenzano le proprie decisioni di acquisto (OptinMonster, 2025). Non e’ un canale passivo: e’ un canale dove chi apre un messaggio ha gia’ dato il proprio consenso e ha un’intenzione d’acquisto piu’ alta rispetto a chi vede un’inserzione non richiesta sui social.
INSIGHT REKLAME – Dati campagne DEM 2025
Gestiamo campagne DEM dal 2011. Nel 2025 abbiamo lavorato con 31 clienti attivi su 137 campagne. Il CR medio del 4,70% non è un benchmark di settore — è la nostra media reale. Nei verticali più performanti supera il 5,50%.
Per quali settori funziona meglio l’email marketing?
L’email marketing a performance e’ particolarmente efficace in tre macro-aree:
- Finance, assicurazioni, prestiti personali: settori dove la segmentazione precisa per profilo e comportamento fa la differenza tra un lead qualificato e un contatto inutile.
- Utility ed energia: campagne ad alto volume con profilazione geografica e per profilo di consumo. La capacita’ di segmentare su database ampi e’ il fattore critico.
- Retail ed e-commerce: lanci di prodotto, promozioni stagionali, recupero carrelli abbandonati e fidelizzazione. L’email rimane il canale con il miglior costo per acquisto ripetuto.
L’email marketing è morto? La risposta in breve.
No. L’email marketing non e’ morto: si e’ evoluto. Le campagne DEM non strutturate su database freddi e senza segmentazione producono risultati mediocri. Le campagne costruite su database profilati, con obiettivi dichiarati e misurazione in tempo reale, continuano a generare lead qualificati a costi controllati. La differenza non e’ il canale: e’ l’approccio.
Hai un progetto di email marketing? Parliamo del tuo obiettivo: valutiamo insieme database, segmentazione e KPI prima di partire.
Fonti
OptinMonster, 40+ Email Marketing Statistics 2026: https://optinmonster.com/email-marketing-statistics/
Litmus, The ROI of Email Marketing: https://www.litmus.com/blog/infographic-the-roi-of-email-marketing
Litmus, State of Email Reports 2025: https://www.litmus.com/state-of-email-reports

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